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Google Ads e social per riempire i tavoli e far crescere le vendite online.
A chi serve davvero
Ristoranti con serate da riempire
Il martedì la sala è mezza vuota, il sabato scoppia. Una campagna mirata sulla tua zona lavora sui giorni deboli, non su quelli già pieni.
Hotel e strutture stagionali
Le prenotazioni si decidono mesi prima. Farsi vedere da chi sta organizzando la vacanza conta più che farsi vedere da tutti.
E-commerce di prodotti tipici
Natale, Pasqua, la festa della mamma: sono le settimane in cui si vende di più. La pubblicità si prepara prima e si accende quando la gente comincia a cercare.
Locali appena aperti
In zona nessuno ti conosce ancora. I social ti presentano al quartiere; Google ti fa trovare da chi cerca già quello che fai.
Campagne mirate su chi sta cercando adesso un ristorante, un hotel o un prodotto come il tuo: più traffico al sito, più prenotazioni, più ordini.
Facebook, Instagram e TikTok per farti vedere dalle persone giuste, nella tua zona o in tutta Italia.
Un piano editoriale su misura per promuovere offerte e menu speciali, tenere vivo il rapporto con i clienti e costruire una comunità attorno al locale.
Definiamo insieme il cliente ideale, gli obiettivi e il budget. Ogni attività è diversa e il piano lo è altrettanto.
Ogni campagna è misurabile: sai quanto hai speso e che cosa è tornato, in prenotazioni, vendite e contatti.
Orari, foto, menu e risposte alle recensioni sulla scheda che compare in ricerca e sulla mappa. Spesso è la prima cosa che un cliente vede di te.
Chi clicca su un annuncio deve arrivare su una pagina che parla di quella offerta e fa prenotare o comprare, non sulla home.
San Valentino, la festa della mamma, i menu di stagione: si preparano in anticipo, con testi, immagini e campagna pronti quando la gente comincia a cercare.
I contatti di chi ha prenotato o comprato sono tuoi. Una email ogni tanto, scritta bene, riporta in sala chi è già stato contento.
Dal primo incontro a dopo la consegna
1. Da dove parti
Guardiamo come ti trovano oggi: sito, scheda Google, pagine social, recensioni. Prima di spendere in pubblicità si chiudono i buchi.
2. Obiettivo e budget
Più tavoli il martedì, più ordini online, più richieste per gli eventi: si sceglie un obiettivo alla volta e una cifra che puoi sostenere.
3. Preparazione
Scriviamo gli annunci, scegliamo immagini e video, definiamo zona e pubblico. Se serve, prepariamo la pagina su cui far arrivare le persone.
4. Campagne accese
Le campagne partono e le seguiamo: quello che funziona si rinforza, quello che non rende si spegne.
5. Lettura dei numeri
Ti raccontiamo che cosa è successo con parole semplici: quanto hai speso, quante persone sono arrivate, che cosa hanno fatto.
Su Google, su Maps e nelle risposte delle AI
Su Google
Gli annunci ti mettono davanti a chi sta cercando adesso. Ma una parte del lavoro non si paga a clic: titoli, testi e pagine curate fanno comparire il sito anche tra i risultati normali, e quel traffico resta quando la campagna finisce.
Su Google Maps
Chi cerca «pizzeria vicino a me» vede prima la mappa. Una scheda completa, con foto recenti, orari giusti e risposte alle recensioni, pesa quanto una campagna. La teniamo allineata al sito.
Nelle risposte delle AI
ChatGPT e Gemini consigliano locali e prodotti sulla base di quello che leggono in rete: il tuo sito, le recensioni, gli articoli che parlano di te. Lavorare su testi chiari e su una reputazione curata serve anche a comparire lì.
Che cosa cambia rispetto alle altre strade
Fare tutto da soli
Si può, e molti cominciano così. Il limite è il tempo: una campagna va seguita ogni settimana, e senza leggere i numeri si continua a spendere su quello che non rende.
Il pulsante «Metti in evidenza»
È il modo più rapido per spendere e il meno preciso: poche scelte su chi vede l'annuncio e nessun obiettivo vero. Una campagna costruita apposta costa uguale e porta a un risultato che si può misurare.
Solo il passaparola
Resta la pubblicità migliore, e nessuna campagna lo sostituisce. Oggi però passa anche da recensioni e condivisioni: curarle è il modo di dargli una mano.
Vistrò: la pagina su cui arriva chi clicca
La pubblicità porta le persone da qualche parte, e conta che cosa trovano. Il sito di Vistrò, bistrot in piazza a Paternò, è costruito per questo: dice subito che cosa si mangia e quanto costa, e trasforma la curiosità in un tavolo. La prenotazione si fa scegliendo giorno, ospiti e orario; il menu digitale mostra piatti, prezzi e allergeni; l'asporto si ordina via WhatsApp. Compleanni e tavolate hanno una pagina dedicata. È il tipo di sito su cui ha senso accendere una campagna: chi arriva trova menu, prezzi e un tavolo in tre tocchi.
Vedi il progetto Vistrò →Quello che ci chiedono prima di cominciare
Quanto bisogna investire in pubblicità?
Dipende dalla zona e dall'obiettivo. Partiamo da un budget sostenibile, misuriamo e lo spostiamo dove rende di più.
Meglio Google o i social?
Google intercetta chi sta già cercando; i social fanno conoscere il locale a chi non lo conosce. Di solito servono tutti e due, in proporzioni diverse.
Gestite anche le recensioni?
Lavoriamo sulla reputazione online e sulle recensioni di portali come Google e TripAdvisor, insieme a te.
Serve avere un sito per fare campagne?
Sì: la pubblicità porta le persone da qualche parte. Se quella pagina non fa prenotare o comprare, il budget va sprecato.
Quanto costa fare digital marketing per un ristorante?
Le voci sono due: il budget che va alle piattaforme (Google, Meta) e il nostro lavoro di gestione. Il primo lo decidi tu, il secondo dipende da quanti canali seguiamo e da quanti contenuti servono. Dopo il primo incontro ricevi una proposta scritta con le due cifre separate.
Dopo quanto si vedono i risultati?
Gli annunci portano visite dal primo giorno; capire che cosa rende davvero richiede qualche settimana di dati. Il lavoro sulla ricerca non a pagamento e sulla scheda Google è più lento e dura di più.
Posso gestire io i social e affidarvi solo la pubblicità?
Sì. Ci sono locali che pubblicano da soli e ci affidano le campagne, e altri che fanno il contrario. Decidiamo insieme che cosa ha senso tenere in casa.


